ACE Bank, la banca trasparente e…inesistente

February 6, 2011 - 5:44 pm No Comments

Banche e potere

Sapete in cosa investe la vostra banca, ve lo siete mai chiesto?

Le banche, in una visione metaforica, possono essere paragonate a dei burattinai che tengono le fila del mercato finanziario e, quindi, le fila dell’economia mondiale. Molto spesso i loro investimenti sono spregiudicati e la ricchezza che trasferiscono  a noi sottoforma di interessi affonda le proprie radici nello sfruttamento del lavoro, nella compravendita di armi ecc (vedi sito: www.banchearmate.it).

Una ONG olandese ha così deciso, qualche anno fa, di aprire una finta banca nel centro di Bruxelles: la ACE BANK. Gli interessi promessi erano altissimi, e la trasparenza verso il cliente totale. Nel filmato si possono vedere i vari approcci ai potenziali conto-correntisti, registrati in una sorta di CANDID CAMERA: guardatevelo, è davvero sconvolgente.

Ecco il link del filmato.

Bansky: il graffitaro impertinente

January 28, 2011 - 9:27 am No Comments

«Alcune persone diventano dei poliziotti perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore. Alcune diventano vandali perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore da vedere» (Bansky)

Ieri, alla lezione di illustrazione, la professoressa ci ha parlato di CREATIVITA’.  Come esempio, ci ha mostrato una carrellata di lavori di un uomo folle, geniale. Si firma con il nome Bansky ed è uno dei maggiori esponenti della street art mondiale.

Colomba della pace...sotto tiro

Le sue opere sono in genere a sfondo satirico e spesso contengono un messaggio contro la guerra, anti-capitalistico, anti-istituzionale. I suoi stencil hanno cominciato ad apparire a Bristol, poi a Londra, e a seguire nelle maggiori capitali europee, non solo sui muri delle strade, ma anche nei posti più impensati come le gabbie dello zoo di Barcellona ed il muro che costruito da Israele in Palestina.

Un graffito dal contenuto politico

Graffiti sul muro costruito da Israele

Bansky, come accennavo nel titolo, ha un GRANDE SENSO DELL’UMORISMO e si DIVERTE A PRENDERE IN GIRO LA GENTE.  In particolare sono innumerevoli gli “scherzetti” che ha combinato nei musei. Di nascosto, il nostro GRAFFITARO IMPERTINENTE infatti ama collocare una sua opera che somiglia alle altre esposte, ma in più contiene degli elementi assurdi. Spesso passano giorni prima che qualcuno si accorga dell’intrusione!!!  Ecco alcuni esempi:

Finti graffiti esposti al British Museum di Londra

Pausa sigaretta...

Nonostante la recente fama mondiale, e le notevoli quotazioni delle sue opere, Banksy continua a mantenere l’anonimato e a preferire la sua arte in mezzo alla gente comune. Che dire: tanto di cappello!!!!

Un giorno della memoria più intenso grazie a Marco Paolini

January 27, 2011 - 5:10 pm No Comments

Marco Paolini, moderno cantastorie e punta di diamante del teatro civile italiano, anche in questa occasione ha dato il meglio di sé per aggiungere un tassello fondamentale alla memoria dello sterminio nazista.

Ausmerzen di Marco Paolini

DA QUALCHE PARTE BISOGNA PURE INIZIARE… Nel suo monologo, intitolato AUSMERZEN, Paolini rimarca che i campi di sterminio non sono stati affatto l’inizio dell’orrore. Alla radice di tutto ci sono state delle idee, ci sono stati dei movimenti di pensiero che hanno accomunato Europa ed America negli anni venti e trenta del secolo scorso, c’è stato un piccolo gruppo di persone convinte delle loro azioni, ed infine l’approvazione del mondo politico ed accademico.

Naturalmente, ci sono state anche delle povere cavie su cui sperimentare dapprima la sterilizzazione di massa e, in un secondo momento, ossia durante la guerra, le più efficienti modalità di deportazione e vari tipi di pulite uccisioni: per iniezione letale, per overdose di famaci, per fame.

Queste povere cavie erano la fascia più debole della popolazione, ossia i matti, gli storpi, i malati incurabili: insomma, le persone con un una vita INDEGNA DI ESSERE VISSUTA. Subirono gli “esperimenti” in vari grandi edifici isolati sparsi per la Germania, dotati di forni crematori e camere a gas, dal 1933 al 1945. Per dodici lunghi anni i più deboli furono sistematicamente uccisi per pulire la razza e RISPARMIARE DENARO da destinare alla guerra.

Eh si… I grandi luminari della Belle Epoque avevano appena accolto il concetto di selezione naturale. Le “razze inferiori” come i boscimani e gli indios tristemente esposti allo “zoo per bipedi” sotto la Tour Eiffel erano indietro rispetto a noi nella scala dell’evoluzione naturale. Noi eravamo fortunati: eravamo indubbiamente superiori e quindi più degni di vivere. Ma, si sa, la razza andava PERFEZIONATA, PULITA.

Belle Epoque

Il cugino di Darwin, Galton, fondò l’eugenetica auspicando di far accoppiare le belle donne con gli uomini più intelligenti per migliorare la razza umana. In America, molto prima che in Europa, già dagli anni venti  si iniziò a negare la cittadinanza ai membri di “razze inferiori” e a propugnare la sterilizzazione delle persone affette da patologie ereditarie.

Un libricino in particolare fu importante: “Il permesso di annientare vite indegne di essere vissute”. Sono solo idee che unirono i due lati dell’Oceano, l’America e l’Europa negli anni venti e trenta: periodo in cui moltissime persone furono scientificamente e inesorabilmente sterilizzate.

Sterilizzazioni di massa negli anni Trenta

Guardatevi lo spettacolo teatrale, facilmente reperibile su Youtube: non solo per ricordare lo sterminio degli ebrei, ma anche per riflettere sulla POTENZA DELLE IDEE PERICOLOSE, CAPACI DI FAR APPARIRE A PERSONE “PERBENE” ACCETTABILE E NECESSARIO UN CRIMINE ORRENDO.

Ed oggi, siamo sicuri di essere innocui da idee che annientano le coscienze? Siamo sicuri di non trattare gli esseri più deboli con la stessa fredda implacabilità dei medici della Belle Epoque?

La nostra ignorante civiltà civilizzata

January 26, 2011 - 10:54 pm No Comments

Viviamo in una buffa società che è al tempo stesso civilizzata ed ignorante. Mi chiedo: chi è davvero consapevole della propria vita?

Ci alziamo la mattina dal letto e inauguriamo la giornata con una bella, dolce colazione. Quanti di noi si preparano frittelle o biscotti da sé? Pochi: in genere mangiamo cibi composti da ingredienti di origine a noi ignota, preparati da sconosciuti in asettici stabilimenti lontani dalle nostre case.

Ci vestiamo poi con abiti la cui materia prima proviene dall’altra parte del mondo, cuciti probabilmente in una povera fabbrica asiatica, ornati infine con marchi vari.  Chissà quanti kilometri hanno percorso prima di raggiungere il negozio sciccoso nel corso principale della città, quali tortuose strade li hanno portati a noi.

Andiamo al lavoro… oh il lavoro, questo si che è interessante. Ormai sono in minoranza gli artigiani e i professionisti che comprendono fino in fondo l’oggetto del loro lavoro, lo fanno proprio e vi aggiungono un’impronta umana. Nella società civilizzata sono richiesti soprattutto i lavori a progetto, le collaborazioni brevi,  la promozione e la vendita di prodotti che neanche si conoscono fino in fondo. E’ tutto un mordi e fuggi: non provare a capire o ad approfondire, mi raccomando!

Allora io dico: si, questa è la società civilizzata, ma è anche una società dell’ignoranza e dell’inconsapevolezza. Io, laureata con 110 e lode, ho la sensazione di non conoscere le cose ed i principi che stanno alla base della mia vita.

So che a molti sta bene così: agli azionisti delle multinazionali che sfruttano lavoratori in Paesi con leggi permissive, ai gestori degli allevamenti intensivi dove migliaia di animali soffrono stipati, ai proprietari dei campi irrorati di pesticidi e fertilizzanti, ai commercianti di legname che radono al suolo le foreste primarie perché, quaggiù, siano dati alla stampa libri ed insulse riviste di gossip. La lista degli interessati è lunga, molto, molto lunga.

Allora: ripartiamo da zero. Ripartiamo dal basso, iniziamo a fare scelte e consumi consapevoli, a discutere di politica e non solo di irritanti, dannosi politici. Ecco qua una serie di esempi che, per me, simboleggiano la possibilità di uscire dall’ignoranza che offusca la nostra società civilizzata.

Gruppi di Acquisto Solidale

Guida al Consumo Critico

Finanza etica e trasparente

Artigianato, arte, fai-da-te

Commercio equo e solidale

Recupero delle varietà vegetali coltivate localmente

Ecovillaggi

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Campagna abiti puliti

Slow Food

Terra Madre

Il corpo delle donne non è mai stato così banalizzato…

January 22, 2011 - 5:41 pm 2 Comments

Se su Youtube cercate il video-chock “Il corpo delle donne” vi troverete davanti ad un documentario di 25 minuti intenso e molto, molto critico. L’aria che tira nel nostro Paese non è certo delle migliori: disoccupazione, crisi economica, scandali. In tutto ciò, in televisione l’ordine del giorno sembra che sia distrarre il più possibile la gente, specialmente le generazioni più giovani, dai problemi reali della società. Si propongono facce giovani oppure vecchie ma rifatte.

Soprattutto fra le donne dello spettacolo: devono infatti apparire sempre carine, truccate, con le rughe ben nascoste. Molte giovani ragazze si fanno addirittura umiliare pubblicamente pur di lavorare in Tv (vedi ad esempio, nel video, la parte di Mammuccari) e c’è da chiedersi se quel sorriso che sta appiccicato sul loro viso quando vengono sminuite sia vero o se, sotto sotto, si sentano ferite o tristi.

Come noi donne siamo arrivate a tutto questo, come lo abbiamo permesso, non lo so: la cosa certa è che dovremmo uscirne il prima possibile per trovare un’identità forte e positiva, per non dipendere più da mode e da cliché e tornare ad essere finalmente semplicemente, sinceramente e orgogliosamente persone e non merce.

Ecco qui alcune immagini di donne che risplendono  per la loro personalità e positività, molto al di là dei canoni di bellezza odierni. Se guardate nei loro occhi vedrete profondità, passione, simpatia, dolore: vedrete la loro storia e non sguardi vuoti, persi, banali.

Rigoberta Menchù

Whoopi Goldberg

Vandana Shiva

Luciana Littizzetto

Jane Goodall

Candele galleggianti da gusci di noce

January 20, 2011 - 10:54 pm No Comments
I folletti non sprecano mai niente: neanche il guscio di una noce. Sono come gli scoiattoli, loro grandi amici, che via via mettono da parte ghiande e altre squisiti semini che, un giorno, potranno mangiarsi in santa pace mentre fuori nel bosco urla la bufera.

Con i gusci delle noci i folletti fanno delle simpatiche candele galleggianti. Basta un pò di cera d’api pura, qualche guscio di noce e degli stoppini di cotone. La cera d’api viene messa a bagnomaria e poi, quando è bella liquida e trasparente, viene colata direttamente dentro il guscio della noce dove si tiene ben dritto lo stoppino…OPLA’, IL GIOCO E’ FATTO!!!

candele da gusci di noce

CURIOSITA’….

Cosa significa “bagnomaria”? Il bagnomaria è un sistema per riscaldare in modo indiretto e controllato. Per preparare un bagnomaria, si mette il composto da sottoporre al trattamento all’interno di un recipiente. Quindi si riempie di acqua una pentola più grande. Si mette il recipiente dentro la pentola e si pone quest’ultima sul fuoco del fornello.
Il calore manterrà ad ebollizione l’acqua e questa rilascerà lentamente calore al composto, in modo delicato e ben controllabile.
Questa tecnica è molto usata in pasticceria, ad esempio per preparare il torrone, i budini come il crème caramel e alcune marmellate. E’ anche usata nella cosmesi, ad esempio per preparare unguenti a base di oli naturali e cera d’api.


BRANI E POESIE SULLA NATURA E SULLA VITA

January 12, 2011 - 7:47 pm No Comments

Ciao a tutti.

Ho pensato a lungo cosa avrei potuto postare come primo vero articolo: una notizia di attualità? un percorso creativo? le foto dei miei animali? Stressata all’estremo, mi sono arresa al cuore…ho deciso di postare quello che sta alla base della mia follettosità, cioè alcuni brani scelti dei miei libri preferiti sull’ambiente e la natura. I libri, come gli amici, mi hanno aiutato a crescere e a riflettere su chi fossi veramente e sulle possibilità che avevo davanti, accompagnandomi in vagoni di treni italiani e spagnoli,  in solitarie serate o in assolati pomeriggi d’estate. In un prezioso (per me!) quaderno, mi sono scritta via via i passi che mi avevano più colpito. Ecco qua alcuni di essi, buona lettura!!!

cavallo nel parco della foce dell'isonzo

VITA E’…

…PARTECIPAZIONE…

Ecco, credo che la causa principale delle divisioni tra la gente sia la competitività, un principio che spinge molti a credere di essere incapaci e limitati e altri a provare le emozioni dell’invidia e della violenza. (…) Gli aborigeni hanno sempre operato all’interno di un mosaico, non di una piramide, convinti che nel mosaico possa entrare chiunque, che ciascuno sia un elemento vitale, e che se anche una sola persona ne fosse tenuta fuori, il mosaico non sarebbe completo.”
(Marlo Morgan, da “Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo”)

Se vuoi andare veloce vai da solo. Se vuoi andare lontano vai insieme agli altri” (Proverbio africano)

Non rinunciate mai a ciò che non avete visto (a meno che non si tratti dei clorofluorocarburi). E non aspettatevi che dei politici, anche bravi, facciano il lavoro per voi. I politici sono come delle banderuole. Il nostro compito è far soffiare il vento.” (David R. Brower)

…UN DOLCE SORRISO CHE CELA UNA VOLONTA’ DI FERRO…


Un bambino può insegnare sempre tre cose a un adulto: a essere contento senza un motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa, e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera” (P. Coelho)

-Vola!- miagolò Zorba allungando una zampa e toccandola appena. Fortunata scomparve alla vista, e l’umano e il gatto temettero il peggio. Era caduta giù come un sasso.Col fiato sospeso si affacciarono alla balaustra, e allora la videro che batteva le ali sorvolando il parcheggio, e poi seguirono il suo volo in alto, molto più in alto della banderuola dorata che corona la singolare bellezza di San Michele. Fortunata volava solitaria nella notte amburghese. Si allontanava battendo le ali con energia fino a sorvolare le gru del porto, gli alberi delle barche, e subito dopo tornava indietro planando, girando più volte attorno al campanile della chiesa. -Volo! Zorba! So volare!- strideva euforica dal vasto cielo grigio. L’umano accarezzò il dorso del gatto. -Bene, gatto. Ci siamo riusciti- disse sospirando. -Si, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante- miagolò Zorba. -Ah si? E cosa ha capito?- chiese l’umano. -Che vola solo chi osa farlo- miagolò Zorba.
(L. Sepulveda, da “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”)

E’ meglio accendere una candela che maledire l’oscurità” (Proverbio cinese)

Tutto è difficile prima di diventare facile” (Proverbio persiano)

(…) E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
(da “Meditazione” di Nelson Mandela)

…CAPIRE CHE LE EMOZIONI SONO PIU’ IMPORTANTI DELLE COSE…

Un appunto

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

(W. Szymborska)

…VIAGGIARE…

Non si può mai veramente possedere una casa, uno spazio ritagliato nell’infinito dell’universo, ma soltanto sostarvi, per una notte o per tutta la vita, con rispetto e gratitudine. Non per nulla il viaggio è anzitutto un ritorno e insegna ad abitare più liberamente la propria casa.” (Claudio Magris)

Il viaggio

Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superficie dei luoghi
né imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare
chiunque abbia una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita
Camminando si conoscono le cose
Camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina guardando una stella
Ascoltando una voce
Seguendo orme di altri passi.
Cammina cercando la vita
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.
(Ruben Blades)

Canto del viandante

E’ nostro il pericolo,
è nostro il mondo.
E’ nostro l’uccello,
il fiore è nostro.
E’ nostra la strada,
nostra la taverna.
Puntiamo lo sguardo
in lontananza
sopra le stelle.

Voi avete la casa,
la famiglia,
avete la galera,
avete la reggia.
Avete la pace,
avete la guerra.
Ma noi andiamo
col canto sulle labbra,
all’infinito, nella lontananza.

(J. Gyula)

…AMARE…

Noi saremo

Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,

talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
Andremo allegri e lenti sulla strada modesta

che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

Nell’amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,

saranno due usignoli che cantan nella sera.
Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,

non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l’anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?

(P. Verlaine)


(…) Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui ti amo.
Qui ti amo e invano l’orizzonte ti nasconde.
Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
I moli sono più tristi quando attracca la sera.
La mia vita s’affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia combatte coni lenti crepuscoli.
Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.
La luna fa girare la sua pellicola di sogno.
Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
E poiché io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.
(P. Neruda, dalla poesia “Qui ti amo”)

PER ME NATURA E’….


…FARE NUOVE SCOPERTE…

“In soffitta le ragnatele sono brutte e trattengono la polvere, ma all’aperto raccolgono gocce di rugiada che scintillano al sole. Uscite. Trovate la vostra speranza. Leggete la Terra. E’ un libro straordinario: colori, suoni, profumi meravigliosi, il vento. E’ un pianeta straordinario.” (D.R. Brower in “Parlino le montagne, scorrano i fiumi”)

…GIOCARE SENZA PAURA DEL RIDICOLO…

I gabbiani

Ma il loro piccolo cuore
lo stesso degli equilibristi
per nulla sospira tanto
come per quella pioggia sciocca
che quasi sempre porta il vento
che quasi sempre porta il sole

(L. Sepulveda in “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”)

…LUOGHI PIENI DI ATMOSFERA…

Stormi di uccelli sono volati lontano, su in
alto, nel cielo
Anche una nuvola solitaria è passata, vagabonda.
E io siedo solo, insieme con il picco Ching Ting,
che torreggia al mio fianco.
Non ci stanchiamo mai l’uno dell’altra, io e la
montagna.
(Li Po)

Ciao mondo!!

January 10, 2011 - 11:51 am No Comments

Benvenuti! Sono una folletta sgangherata che ha avuto la malaugurata idea di laurearsi in scienze naturali invece che in informatica e di spendere il suo tempo libero tra volontariato e improbabili creazioni artistiche invece che zompando in fungoteca. La mia testolina bruna può contenere più di sette idee al secondo ma purtroppo sono carente a livello pratico: cento ne penso e una ne faccio. Ma quella che faccio… in genere viene bene!

PERCIO’….nasce ora questo blog: per mostrare a tutti il mio piccolo universo fatto di gatti, cani, bruchi, uccellini, pennelli e colori. Per spargere le notizie più follettose dal mondo dei boschi e della natura in generale, per condividere con chi vorrà la nascita e lo sviluppo di esperimenti artistici e naturalistici.

Insomma: INFORMAZIONE NATURALISTICA, CREATIVITA’ e CURIOSITA’ saranno il condimento delle pagine che leggerete.

La folletta Elisa

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